I salmi

Salmo 87 (86)

Signore, Dio della mia salvezza, 
davanti a te grido giorno e notte. 
Giunga fino a te la mia preghiera, 
tendi l'orecchio al mio lamento. 

Io sono colmo di sventure, 
la mia vita è vicina alla tomba. 
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, 
sono come un morto ormai privo di forza. 
E' tra i morti il mio giaciglio, 
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro, 
dei quali tu non conservi il ricordo 
e che la tua mano ha abbandonato. 

Mi hai gettato nella fossa profonda, 
nelle tenebre e nell'ombra di morte. 
Pesa su di me il tuo sdegno 
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi. 

Hai allontanato da me i miei compagni, 
mi hai reso per loro un orrore. 
Sono prigioniero senza scampo; 
si consumano i miei occhi nel patire. 
Tutto il giorno ti chiamo, Signore, 
verso di te protendo le mie mani. 

Compi forse prodigi per i morti? 
O sorgono le ombre a darti lode? 
Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, 
la tua fedeltà negli inferi? 
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, 
la tua giustizia nel paese dell'oblio? 

Ma io a te, Signore, grido aiuto, 
e al mattino giunge a te la mia preghiera. 
Perché, Signore, mi respingi, 
perché mi nascondi il tuo volto? 
Sono infelice e morente dall'infanzia, 
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori. 
Sopra di me è passata la tua ira, 
i tuoi spaventi mi hanno annientato, 
mi circondano come acqua tutto il giorno, 
tutti insieme mi avvolgono. 
Hai allontanato da me amici e conoscenti, 
mi sono compagne solo le tenebre.