I salmi

Salmo 49 (48)

Parla il Signore, Dio degli dei, 
convoca la terra da oriente a occidente. 
Da Sion, splendore di bellezza, 
Dio rifulge. 
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; 
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

Convoca il cielo dall'alto 
e la terra al giudizio del suo popolo: 
«Davanti a me riunite i miei fedeli, 
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio». 
Il cielo annunzi la sua giustizia, 
Dio è il giudice.

«Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele: 
Io sono Dio, il tuo Dio. 
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò giovenchi dalla tua casa, 
né capri dai tuoi recinti. 

Sono mie tutte le bestie della foresta, 
animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo, 
è mio ciò che si muove nella campagna. 
Se avessi fame, a te non lo direi: 
mio è il mondo e quanto contiene.

Mangerò forse la carne dei tori, 
berrò forse il sangue dei capri? 
Offri a Dio un sacrificio di lode 
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno della sventura: 
ti salverò e tu mi darai gloria». 

All'empio dice Dio: 
«Perché vai ripetendo i miei decreti 
e hai sempre in bocca la mia alleanza, 
tu che detesti la disciplina 
e le mie parole te le getti alle spalle?

Se vedi un ladro, corri con lui; 
e degli adùlteri ti fai compagno. 
Abbandoni la tua bocca al male 
e la tua lingua ordisce inganni.

Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e dovrei tacere? 
forse credevi ch'io fossi come te! 
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati». 

Capite questo voi che dimenticate Dio, 
perché non mi adiri e nessuno vi salvi. 
Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, 
a chi cammina per la retta via 
mostrerò la salvezza di Dio.