I salmi

Salmo 37 (36)

Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, 
non punirmi nella tua ira. 
Le tue frecce mi hanno trafitto, 
su di me è scesa la tua mano.

Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano, 
nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
Le mie iniquità hanno superato il mio capo,
come carico pesante mi hanno oppresso.

Putride e fetide sono le mie piaghe 
a causa della mia stoltezza. 
Sono curvo e accasciato, 
triste mi aggiro tutto il giorno.

Sono torturati i miei fianchi, 
in me non c'è nulla di sano. 
Afflitto e sfinito all'estremo, 
ruggisco per il fremito del mio cuore.
Signore, davanti a te ogni mio desiderio 
e il mio gemito a te non è nascosto. 
Palpita il mio cuore, 
la forza mi abbandona, 
si spegne la luce dei miei occhi. 

Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe, 
i miei vicini stanno a distanza. 
Tende lacci chi attenta alla mia vita, 
trama insidie chi cerca la mia rovina. 
e tutto il giorno medita inganni. 

Io, come un sordo, non ascolto 
e come un muto non apro la bocca;
sono come un uomo che non sente e non risponde.

In te spero, Signore; 
tu mi risponderai, Signore Dio mio. 
Ho detto: «Di me non godano, 
contro di me non si vantino 
quando il mio piede vacilla». 

Poiché io sto per cadere 
e ho sempre dinanzi la mia pena. 
Ecco, confesso la mia colpa, 
sono in ansia per il mio peccato.
I miei nemici sono vivi e forti, 
troppi mi odiano senza motivo, 
mi pagano il bene col male, 
mi accusano perché cerco il bene.

Non abbandonarmi, Signore, 
Dio mio, da me non stare lontano; 
accorri in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.